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ATIR, ATIR Teatro Ringhiera, Serena Sinigaglia, Teatri Milano, Teatro Ringhiera

ATIR Teatro Ringhiera: festa di apertura stagione, venerdì 14 ottobre 2011 – Lettera aperta di Serena Sinigaglia

Riceviamo da Serena Sinigaglia – Direttore artistico della compagnia ATIR (sito: http://www.atirteatro.it/)- e volentieri pubblichiamoSALVATE GIULIETTA! ASSOCIATEVI!!! Cari amici, in questi ultimi mesi qualcosa è cambiato. Mentre le condizioni di vita si facevano sempre più dure (niente soldi, niente lavoro, niente futuro), sentivo intorno a me, al mio lavoro, al lavoro dei miei compagni, un calore nuovo, un sostegno più chiaro, più forte. Secondo alcuni “signori”, arroccati nei loro scandalosi privilegi, di arte non si campa anzi essa, quando è libera e sincera, rischia di essere un deterrente al consenso che tv e giornali si prodigano di costruire massicciamente giorno dopo giorno. Chi vuole pensare, ragionare, collegare, conoscere è nemico di ogni semplificazione demagogica, nemico di quel sistema di menzogne e fango che ormai ha distrutto ogni principio etico nell’agire politico. Questo nemico i “signori” lo combattono con un’arma potentissima: lo ignorano, tutto qui, portandolo ad uno stato di inedia molto prossimo alla morte. Il loro slogan in tempo di crisi è: “ Di bellezza non si campa. E’ un bene superfluo, accessorio e pure rompiscatole.”

Eppure mai come in questi mesi  bui  ho sentito, come vi dicevo, la vostra presenza solidale. Una partecipazione diversa, un bisogno di “senso”, un bisogno, in fondo, di riconoscersi e di constatare che non si è poi così soli in mezzo alla barbarie di questo terzo millennio. Ci si sente impotenti, certo, ma forse, a differenza di prima, ci si cerca e nel cercarsi ci si riconosce e nel riconoscersi si trova il coraggio per alzare la testa e dire basta. Le ultime elezioni lo hanno dimostrato, Milano, Firenze, Napoli, Cagliari…molte, moltissime persone non ne possono più, vogliono un cambiamento, vogliono riappropriarsi dello spazio pubblico.

Abbiamo capito, o almeno a me così pare, che per farcela, dobbiamo unirci e smettere di dipendere da loro. Certo con loro sarebbe più semplice e forse anche più bello, saremmo più forti, più incisivi ma la loro indifferenza quando non subdola ostilità non deve paralizzarci. Bisogna arrivare ad un dialogo inter pares con chi ha potere. Non mi riferisco mica solo alla destra e ai suoi esponenti, mi riferisco a quella fascia trasversale di politici e potenti che non vogliono mollare potere e privilegi, che non vogliono vedere che la crisi attuale dimostra che bisogna muoversi su logiche totalmente diverse da quelle del neoliberismo sfrenato, bisogna reinventarne di nuove sulla base delle buone precedenti, altrimenti è la fine per tutti, compresi loro (questo è il macabro paradosso)! Sembra proprio che siano rimasti solo questi ricchi e dissoluti signori, con le loro maschere grottesche, a non averlo capito: o si cambia registro o si muore.

Veniamo a noi. E alle ragioni di questa lettera.

Come vi dicevo, in questi anni e ancora con più forza in questi ultimi mesi ho sentito la vostra presenza affettuosa in ogni occasione di incontro e confronto. Quanto più percepivo lontane e spesso aberranti le politiche culturali di questa città e di questo paese, quanto più arrancavo tra angosciosi debiti e angosciati creditori, tanto più sentivo una silenziosa ma tenacissima forza accanto a me. La vostra.

Quindi prima di tutto grazie, grazie mille a tutti coloro che ci stanno vicino e ci vogliono bene.

Ecco, detto questo, il motivo di questa lettera è quello di farvi una richiesta, che poi è una proposta, che deriva da un desiderio e dall’intuizione che sia il momento giusto e più urgente.

Quello che vi chiedo è semplicissimo, ma potenzialmente deflagrante.

Associatevi all’ATIR. ATIR è un’associazione senza scopo di lucro, il capitale sociale dell’Associazione si fonda sulle quote sociali annualmente versate dai soci; tutti gli eventuali utili delle attività vengono reinvestiti nelle attività stesse (che comprendono naturalmente tra le molte voci anche le paghe del personale coinvolto e dei vari costi sostenuti di volte in volta).

Per diventare socio di un’associazione, devi versare una quota sociale annua (ovvero valida per un anno). Questo perché appunto le associazioni senza scopo di lucro si fondano sull’impegno economico del socio stesso. Sono attività “libere” che la persona sceglie di proteggere col suo lavoro e il suo denaro, perché le ritiene necessarie per la propria vita di essere umano e di cittadino. Io e i miei compagni siamo soci fondatori dell’ATIR. Paghiamo dunque da molti anni, 15 per l’esattezza, la nostra quota sociale annua. Accanto alle quote sociali, si cercano sponsor privati e pubblici, che, a dire il vero, sono sempre più inesistenti, quando non nei guai seri. E infine si cerca di alimentare l’attività con i proventi delle attività stessa (nel nostro caso incassi, assai scarni per via di un biglietto alla portata delle tasche di tutti e di un teatro difficilissimo da riempire, come ben sapete, oppure cachet degli spettacoli o dei laboratori).

Torniamo alla mia proposta.

Associatevi all’ATIR.

Pagate la quota sociale annuale e partecipate con il vostro sostegno e la vostra collaborazione al nostro progetto:

-       un teatro “partecipato” che si impegna ad essere un reale servizio per città e quartiere.

-       un teatro a disposizione di tutti che restituisca l’uomo all’uomo.

-       un teatro gestito da una comunità di persone che si battono per il confronto e la condivisione.

-       un teatro comunitario per difendere il valore della cultura perché sentita come strumento potentissimo di emancipazione sociale e politica, di integrazione delle diversità.

Da soli non possiamo più farcela. La crisi non lo permette. I politici non se ne curano. I tempi nuovi lo impongono. Bisogna creare piccole e grandi reti di partecipazione, se si vuole riemergere da questa crisi. Reti di solidarietà che si autofinanziano, sistemi virtuosi che riescono a stare in piedi grazie a logiche di scambio e di risparmio. Ognuno se e come può, naturalmente.

L’ATIR è nato e si è sviluppato proprio su un progetto di cultura condivisa e partecipata, tentando di offrire risposte a domande fondamentali quali:

-       A che cosa ci serve oggi la cultura?

-       Quali temi, quali testi, quali spettacoli sono urgenti?

-       Che cos’è il teatro e qual’è la sua funzione nell’era della comunicazione di massa?

-       Come dirigere un teatro in periferia?

-       Abbiamo veramente bisogno di fare un’altra stagione al Teatro Ringhiera? Non bastano le stagioni già presenti in città, fatte da teatri più ricchi, più storici, più grandi, più centrali?

-       Quale può essere la specifica, l’unicità del nostro Ringhiera?

-       Quali economie per una cultura in periferia?

-       Come rifondare uno spettacolo nazional popolare che sia di grande richiamo ma non sia gossip e cronaca, o grande nome e basta ma elevazione e crescita come lo pensava il filosofo di Turi?

-       Come riuscire a fare pressione sul Comune perché i diversi assessorati costruiscano un serio progetto di riqualificazione della piazza e del quartiere, con zone verdi, zone bambini, bar e gelaterie, pulizia, copertura buche e crepe nell’asfalto, ecc. ecc.

-       Come raggiungere a aiutare col nostro teatro chi ne ha bisogno (adolescenti, anziani, diversamente abili, bambini…)

Diventando soci sostenitori dell’ATIR potrete prendere parte attivamente alla gestione del Teatro Ringhiera, partecipando alle discussioni sulle linee da seguire, su come trovare i soldi per farlo, potrete fare le vostre proposte, discuterle. Insomma, associandovi, potrete partecipare con me, con noi, a fare del nostro teatro il vostro – nostro teatro. Un’occupazione pacifica e allegra, un gesto simbolico, ma un impegno preciso, per dire alla città che non solo esistete ma pensate, amate, desiderate,e scegliete su cosa puntare, insomma un modo per costruire un futuro migliore per voi e per i vostri figli.

“Noi è di più che non io” diceva un condannato a morte della Resistenza.

Io lo credo fermamente. E questo è il momento giusto per dimostrarlo.

Con affetto e stima

Serena Sinigaglia
(Direttore artistico della compagnia ATIR)

 

MODALITA’

Il 14 ottobre 2011, in occasione della festa che aprirà la stagione del Ringhiera 2011- 2012, cominceremo ad accogliere le adesioni dei nostri primi soci sostenitori. In quella sede e comunque da quel momento in avanti, sarà possibile richiedere la tessera.

Abbiamo elaborato tre tipologie di socio sostenitore, dunque tre quote sociali differenti, e relativi differenti benefit.

 

-       Versando una quota sociale annua di 150,00 euro* il socio avrà diritto a

  1.  partecipare ad un’assemblea annua dedicata ai soci sostenitori, in cui verranno condivise le linee progettuali del teatro e accolte, discusse e messe ai voti nuove proposte. Tale assemblea si terrà al termine della campagna associativa e comunque non oltre la fine dell’anno dalla data in cui ci si è associati.
  2. L’abbonamento annuale alla stagione del teatro Ringhiera.

 

-       Versando una quota sociale annua di 300 euro*, il socio avrà diritto a

  1. partecipare ad un’assemblea annua dedicata ai soci sostenitori, in cui verranno condivise le linee progettuali del teatro e accolte, discusse e messe ai voti nuove proposte. Tale assemblea si terrà al termine della campagna associativa e comunque non oltre la fine dell’anno dalla data in cui ci si è associati.
  2. L’abbonamento annuale alla stagione del teatro Ringhiera.
  3. Partecipare ad un laboratorio diretto dalla Compagnia con il 30% di sconto.

-       Versando una quota sociale annua di 500 euro*, il socio avrà diritto a

  1. partecipare ad un’assemblea annua dedicata ai soci sostenitori, in cui verranno condivise le linee progettuali del teatro, accolte discusse e messe ai voti proposte. Tale assemblea si terrà al termine della campagna associativa e comunque non oltre la fine dell’anno dalla data in cui ci si è associati.
  2. L’abbonamento annuale alla stagione del teatro Ringhiera.
  3. Partecipare ad un laboratorio diretto dalla compagnia con il 50%di sconto.

*sconto del 30% per gli under 30

La tessera avrà valore per un anno al termine del quale si potrà decidere se rinnovarla o meno.

Vi aspettiamo alla festa di apertura stagione del Teatro Ringhiera, venerdì 14 ottobre alle ore 19! Nel frattempo se avete bisogno di indicazioni ulteriori sulle tre tipologie di socio sostenitore contattate Nadia Fulco, Presidente dell’ATIR che sarà a vostra disposizione per ogni tipo di delucidazione. Contatti: nadia.fulco@atirteatro.it 02 87390039

Nadia Fulco 

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