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cinema, Cinema Massimo di Torino, Mario Martone, Prix Italia, Teatro, televisione

LE OPERETTE MORALI con la regia di MARIO MARTONE

da sinistra: Renato Carpentieri, Maurizio Donadoni

In anteprima assoluta cinematografica per il PRIX ITALIA rassegna di capolavori della televisione
Il video dello spettacolo LE OPERETTE MORALI di Giacomo Leopardi, per la regia di Mario Martone, verrà presentato al PRIX ITALIA lunedì 19 settembre 2011, alle ore 20.30, al Cinema Massimo di Torino.

Prix Italia, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e sotto l’egida del Consiglio di Amministrazione della Rai, è il più antico e prestigioso concorso internazionale per programmi radio, tv e web (fiction, documentari, musica e rappresentazioni artistiche).

Concorrono oltre novanta organismi radiotelevisivi, pubblici e privati, dei cinque continenti. Il Festival, storicamente itinerante, si è svolto nelle principali città d’arte. Dal 2009 al 2011, in omaggio al 150° dell’Unità d’Italia, Torino è stata prescelta come sede della manifestazione. Prix Italia è caratterizzato dal concorso e da spettacoli, anteprime, proiezioni, riunioni dell’EBU-UER e di altri organismi, convegni con esponenti delle politiche audiovisive, della comunicazione, della cultura e delle tecnologie. Gli appuntamenti, tutti di livello internazionale, sono aperti al pubblico e gratuiti.

Tra i personaggi che hanno partecipato al concorso si annoverano protagonisti dell’arte e della cultura degli ultimi sessant’anni. Jean Anouilh, Riccardo Bacchelli, Heinrich Böll, Bertolt Brecht, Italo Calvino, Jean Cocteau, Eduardo De Filippo, Marguerite Duras, Friedrich Dürrenmatt, Umberto Eco, Max Frisch, John Osborne, Alain Robbe-Grillet, Françoise Sagan, Roman Vlad, Luciano Berio, Benjamin Britten, John Cage, Philip Glass, Maurice Jarre, Bruno Maderna, Carl Orff, Ildebrando Pizzetti, Henri Pousseur, Karlheinz Stockhausen, Igor Stravinskij, David Attenborough, Neil Jordan, Ermanno Olmi, Sydney Pollack, Francesco Rosi, Roberto Rossellini, John Schlesinger, Ken Russell, Lars von Trier, Andrzej Wajda, Michael Winterbottom, Krzysztof Zanussi, Samuel Beckett, Ingmar Bergman, Peter Brook, Maurice Béjart, René Clair, Federico Fellini, Werner Herzog, Milva, Peter Greenaway, Eugène Ionesco, Ken Loach, Harold Pinter, Dylan Thomas, Nino Rota, Giorgio Pressburger, Stephen Frears, Andrea Andermann, Isabelle Adjani, Jean-Paul Lilienfeld, Mikhail Baryšnikov, Ana Laguna.

Lunedì 19 settembre alle ore 20:30 si potrà assistere a questo progetto originale di adattamento teatrale e regia di Mario Martone. Una produzione Fondazione del Teatro Stabile di Torino, Fondazione Museo del CinemaFondazione Maria Adriana Prolo, Film Commission Torino Piemonte, Pav snc di Claudia Di Giacomo e Roberta Scaglione. Lo spettacolo ha debuttato in prima nazionale al Teatro Gobetti di Torino, il 22 marzo 2011, poi è andato in scena al Teatro Argentina di Roma e al Théâtre de la Ville di Parigi. Adattamento teatrale e regia di Mario Martone. Fondazione del Teatro Stabile di Torino. Scene Mimmo Paladino. Costumi Ursula Patzak. Luci Pasquale Mari. Suoni Hubert Westkemper. Dramaturg Ippolita di Majo. Aiuto regia Paola Rota. Scenografo collaboratore Nicolas Bovey. La musica per il Coro di morti nello studio di Federico Ruysch è di Giorgio Battistelli (Casa Ricordi – Milano) esecuzione Coro del Teatro di San Carlo diretto da Salvatore Caputo.

foto dello spettacolo andato in scena al Teatro Gobetti di Torino

Con (in ordine alfabetico) Renato Carpentieri, Marco Cavicchioli, Roberto De Francesco, Maurizio Donadoni, Giovanni Ludeno, Paolo Musio, Totò Onnis, Franca Penone, Barbara Valmorin.

Ventiquattro componimenti in prosa, dialoghi e novelle, che Giacomo Leopardi scrive tra il 1824 ed il 1832. In essi troviamo l’anima più profonda dell’autore: il rapporto dell’uomo con la storia, con i suoi simili e in particolare con la Natura; il raffronto tra i valori del passato e la situazione statica e decaduta del presente; la potenza delle illusioni e della gloria. I temi affrontati sono fondamentali, primari: la ricerca della felicità e il peso dell’infelicità, la natura matrigna, la vita che è dolore, noia. In questo panorama di atmosfere astratte e glaciali la ragione si distingue come unico strumento per sfuggire alla disperazione. Le Operette morali rappresentano una perfetta orchestrazione di toni sulla vita e sulla morte: nella visione leopardiana, l’uomo si muove all’interno di una natura cieca, dalla quale non può ottenere nulla. Sprezzante verso l’idea di progresso, scientifico e spirituale, il poeta irride le conquiste dell’umanità come pure finzioni, chimere di un progresso senza costrutto. Cosa rimane dunque all’uomo?

Mario Martone


L’idea di Mario Martone – scrive Ippolita di Majo, dramaturg dello spettacolo – di mettere in scena le Operette morali di Giacomo Leopardi, un testo fuori dal canone della letteratura teatrale, nasce dal serrato confronto con la cultura e con la storia d’Italia del XIX secolo che lo ha impegnato negli ultimi anni di lavoro in campo cinematografico. A monte sta l’urgenza, artistica e civile, di riandare alle origini della scrittura teatrale nazionale per interrogarsi sui suoi potenziali e i suoi limiti: da Alfieri a Manzoni, appunto a Leopardi. L’intera stagione del centocinquantenario dell’Unità d’Italia, al Teatro Stabile di Torino, è costruita d’altra parte secondo questo disegno, come una sorta di viaggio ideale nella storia della nostra scrittura scenica, con la volontà di ragionare su alcuni emblematici testi fondanti dell’identità culturale unitaria. In questo contesto le Operette morali offrono spunti di straordinaria efficacia e forza espressiva. L’idea di scrivere dei “dialoghetti satirici alla maniera di Luciano” nasce nel giovane Leopardi dal problema insoluto con la ‘drammatica’, ovvero con la scrittura teatrale tradizionalmente intesa: “io che non mi posso adattare alle cerimonie non mi adatto anche a quell’uso; e scrivo in lingua moderna”, fa dire infatti con orgoglio a Eleandro nel Dialogo di Timandro e di Eleandro. E ancora: “Ne’ miei dialoghi, io cercherò di portare la commedia a quello che finora è stato proprio della tragedia cioè i vizi dei grandi, i principî fondamentali della calamità e della miseria umana, gli assurdi della politica, le sconvenienze appartenenti alla morale universale e alla filosofia, l’andamento e lo spirito generale del secolo, la somma delle cose, della società, della civiltà presente, le disgrazie, le rivoluzioni e le condizioni del mondo, i vizi e le infamie…”.

La forma dialogica consente inoltre a Leopardi una vertiginosa frammentazione dei punti di vista, e in quasi tutti i personaggi, che si susseguono come in un arsenale delle apparizioni, si riflette il suo versatile e molteplice ingegno, la potenza creativa delle contraddizioni che animano il suo pensiero e danno corpo alla sua folgorante ironia.

Si tratta di un testo che non si può definire teatrale in senso classico, ma che è stato pensato come una commedia, in una lingua e con una struttura così vive e moderne da far saltare i riferimenti drammaturgici del secolo in cui è stato scritto per approdare a una profonda consonanza con esperienze fondamentali del teatro del Novecento.

Renato Carpentieri

Con la messa in scena di Operette morali Mario Martone riprende il filo del suo ultimo spettacolo L’opera segreta (messo in scena al Teatro Mercadante di Napoli, nel dicembre del 2004), in cui la parte finale era dedicata al lungo soggiorno napoletano di Leopardi. Il progetto è quello di affrontare il testo nel suo insieme, operando dei tagli all’interno, ma preservandone la struttura complessiva: il rapporto dell’uomo con la storia, con i suoi simili e in particolare con la Natura; il raffronto tra i valori del passato e la situazione statica e decaduta del presente; la potenza delle illusioni e della Gloria. Lo spazio prescelto è quello raccolto della sala ottocentesca del Teatro Gobetti di Torino, dove, in una sorta di forma assembleare, prenderanno vita come in una visione magmatica e indefinita, gli dèi, gli spiriti e gli uomini che abitano la scena “arcana e stupenda”, ma anche irresistibilmente comica delle Operettemorali.

LE OPERETTE MORALI – video

regia Mario Martone

fotografia Pasquale Mari, Renaud Personnaz
fonico
Angelo Galeano
montaggio
Jacopo Quadri

montaggio del suono Alessandro Feletti

color correction Chiara Ronchini

direzione post produzione Ilaria de Laurentiis – B&B Film

http://www.prixitalia.rai.it/2011/IT/63_Edizione/63_Edizione_Calendario_eventi.aspx?IDLuogo=6

http://www.prixitalia.rai.it/2011/IT/63_Edizione/63_Edizione_Luoghi_del_prix.aspx

Fondazione del Teatro Stabile di Torino Settore stampa e comunicazione
Via Rossini, 12
10124 Torino
Tel +39 011 5169411
Fax +39 011 5169410

Carla Galliano (Responsabile)
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