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Orchestra Giovanile Mondiale Zoltán Kodáli: l’ensemble ungherese ospite de laVerdi – Auditorium di Milano

Tamás Vásáry, laVerdi, Milano arte expo musica e concerti, auditorium

Tamás Vásáry

Milano concerti: laVerdi ospita l’Orchestra Giovanile Mondiale Zoltán Kodáli all’Auditorium di Milano (MAPPA), venerdì 27 luglio, ore 20.30. Direzione di Tamas Vasary e Mate Hamori e performance del pianista János Jr. Balázs> c. stampa a cura di Massimo Colombo >  Un evento davvero speciale caratterizzerà questa calda estate musicale milanese. L’ensemble Zoltán Kodáli conta ben 74 elementi di otto nazionalità diverse (Ungheria, Romania, Slovacchia, Germania, Serbia, Regno Unito, Spagna, Giappone), nati tra il 1983 e il 1996, che partecipano alla 12’ edizione dell’Accademia Estiva Internazionale per Giovani Musicisti, con sede a Debrecen (Ungheria), la quale organizza i corsi master per i giovani talentuosi musicisti sia ungheresi sia provenienti da altre nazioni. >>

Ed è proprio presso l’Università della seconda città magiara che l’orchestra – sotto la guida di Tamás Vásáry e Máté Hámori – si prepara con una produzione unica e irripetibile per il suo tour annuale, che l’ha portata, oltre i confini ungheresi, in Romania, Austria, Francia (dove si è esibita a Parigi alla sede dell’Unesco), Croazia e ora, per la prima volta appunto, in Italia, ospite de laVerdi.

Il concerto di venerdì 27, organizzato dal Consolato generale di Ungheria di Milano, vedrà dunque la “Zoltán Kodáli” (uno dei maggiori musicisti ungheresi del Novecento e pioniere dell’etnomusicologia) impegnata in un programma che – alla presenza, tra gli altri, del Console generale di Ungheria a Milano Manno István – lega significativamente la tradizione italiana con quella magiara. Con la direzione di Tamas Vasary e Mate Hamori e la performance solista del pianista János, Jr. Balázs, l’ensemble giovanile esordirà nel segno di Verdi (Nabucco, ouverture), per proseguire con un grande di casa, Kodály appunto (Serata d’estate, Nyari este), seguito dal l’ungherese per eccellenza, ovvero Liszt (Fantasia magiara), e concludere con Brahms e la sua emozionante Seconda sinfonia, in un abbraccio corale e universale nel segno della musica.

 Auditorium di Milano,  LA-VERDI, Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi

Ingresso libero con posto assegnato (i biglietti si possono ritirare direttamente alle casse dell’Auditorium). Per informazioni: 02.83389401,2,3, www.laverdi.org.

 

Zoltán Kodály (1882-1967) non fu solo uno dei maggiori compositori ungheresi del Novecento, ma anche un intellettuale profondamente coinvolto dalle problematiche del proprio Paese. Oltre che compositore, fu, insieme all’amico e collega Béla Bartók, uno studioso della musica tradizionale ungherese, e non a caso è universalmente considerato un pioniere dell’etnomusicologia. Attraverso un pluridecennale lavoro di ricerca sul campo, riscoprì il tesoro popolare ungherese e riuscì a diffonderlo, facendolo apprezzare e utilizzandolo come base dell’insegnamento musicale. Kodály fu inoltre un fondamentale pedagogo e riuscì a rivoluzionare, in certi casi creandola ex-novo, l’istruzione musicale nazionale a tutti i livelli, dall’asilo all’università, sviluppando un sistema educativo compiutamente strutturato, ancor oggi apprezzato in tutto il mondo. Con l’intenzione di rinnovare l’educazione musicale, scrisse brani corali, contributi a stampa ed esercizi di alto livello artistico; tenne lezioni, allevò schiere di validi docenti, mantenendo sempre stretti contatti con gli insegnanti e con le istituzioni scolastiche.

È dunque appropriato parlare di concetto più che di metodo Kodály: egli infatti non scrisse mai un trattato di pedagogia musicale. Gli esercizi composti a scopo educativo e le relative prefazioni, nonché gli articoli e i testi di conferenze inerenti a problematiche di didattica, consentono però di comprendere l’essenza della filosofia kodályana: la musica doveva svolgere un ruolo prioritario nella società e nella vita dell’uomo e doveva essere insegnata seguendo alcuni essenziali principi pedagogici.

Nel 1907 comincia a insegnare all’Accademia di Musica di Budapest. Nel 1910 accadranno due avvenimenti: il matrimonio di Kodály con Emma Schleisinger, pianista e compositrice, e la scoperta, fatta inizialmente da Bartòk e successivamente ampliata da Kodály, di un repertorio di antiche musiche pentafoniche nella regione di Szekler. Vicedirettore nel 1919 dell’Accademia di Musica di Budapest, dal 1946 al 1949 fu presidente dell’Accademia ungherese delle Scienze. Oltre a curare la monumentale edizione nazionale del Corpus Musicae Popularis Hungaricae (1951) e la pubblicazione di raccolte di canti balcanici, Kodály portò a compimento –come accennato – una radicale riforma dell’insegnamento musicale. I canti e i cori da lui creati come espressione della cultura del suo popolo e destinati a scuole e associazioni operaie e contadine, entrarono così nel repertorio popolare. Sono circa un migliaio di brani per coro misto, molti dei quali radunati in raccolte didattiche; nel loro numero si trovano alcune delle più compiute espressioni della sua arte.

 

Il brano (Serata d’estate). Nel 1906 Kodály presentò una composizione al diploma dell’Accademia di Musica. Questo tono precoce di poesia per orchestra da camera, Sera d’estate, portò il giovane compositore a studiare all’estero, venendo a contatto con la musica di Debussy e altri musicisti importanti. Poco dopo il suo ritorno, si iscrisse all’Università e gradualmente si costruì una reputazione internazionale come compositore ed educatore, nonostante gli sconvolgimenti che fecero tremare la sua patria per decadi. Dal 1920 cominciò ad attrarre l’attenzione di direttori di alto profilo, tra i quali Arturo Toscanini. Il maestro italiano era allora Direttore Musicale della New York Philharmonic Orchestra e nel 1930 arrangiò una performance di Sera d’estate, rivista per l’occasione da Kodály. Melodie popolari sono centrali in Sera d’estate, a cominciare dal tema esposto dal triste corno inglese che apre l’opera. Il brano continua in un fluire di episodi intrecciati, con più ampia e languida musica che aderisce al titolo del pezzo. L’orchestrazione di Kodály è piuttosto sontuosa per un ensemble così intimo, ma in alcuni passaggi il compositore opta per la chiarezza di luminosi fiati solisti. Come Bartók, Kodály maneggia le sue melodie nostalgicamente, creando sogni ad occhi aperti non scossi dalla modernità.

Biografie

Tamás Vásáry, laVerdi, Milano arte expo musica e concerti

Tamás Vásáry

Tamás Vásáry (direttore, pianista) é nato a Debrecen. Dall’etá di cinque anni è in costante contatto con la musica.  Ha girato il mondo, si é esibito con i migliori esponenti della musica internazionale. Il suo modello é  Zoltán Kodály, con cui ha anche lavorato come assistente. Ha studiato all’Accademia di Musica Ferenc Liszt di Budapest, alunno di Ernő Dohnányi e di Lajos Hernádi. Nel 1948 ha vinto il Concorso Liszt di Budapest; nel 1955 il primo premio nel concorso parigino Marguarite Long, primeggiando nel concorso Chopin di Varsavia. Nel 1956 lascia la patria, si sposta a Londra, poi a New York. Nel 1979 diventa direttore musicale del BBC Northern Symphony Orchestra. Dopo la caduta del sistema sovietico e il cambiamenti politici conseguenti, torna in Ungheria; dal 1993 al 2004 è direttore dell’Orchestra Sinfonica della Radio e Televisione Ungherese  e direttore musicale della Radio Ungherese. I suoi cd registrati con l’Orchestra Sinfonica della Radio Ungherese hanno riscontrato unanime successo.
Come pianista é stato ospite dei più prestigiosi festival internazionali (Salisburgo, Edimburgo, Berlino); come solista ha collaborato con tutte le orchestre più importanti del mondo. Di grande spessore la produzione discografica: ha registrato – tra l’altro – i concerti per pianoforte di Mozart con l’Orchestra Filarmonica di Berlino, che ha diretto da dietro il pianoforte. Ha ottenuto grande successo anche come direttore d’orchestra: come primo direttore dell’Orchestra Sinfonica di Bournemouth si esibisce regolarmente in Inghilterra e nei tour internazionali. Come direttore ospite, si è esibito con i Filarmonici di Londra e con la Royal Philharmonic Orchestra. E’ membro onorario del Royal College  of  Music di Londra e della Royal Academy of Music, nonché Chevalier des arts et lettres di Francia. Tra i numerosi riconoscimenti in patria, spiccano due medaglie d’oro del Presidente della Repubblica e il premio Eredità d’Ungheria. E’ Ambasciatore della Cultura Ungherese, cittadino onorario di Debrecen, dottore onorario dell’Università di Debrecen.

Máté Hámori, Orchestra Zoltán Kodáli, laVerdi - Auditorium di Milano, arte expo musica

Máté Hámori, Orchestra Zoltán Kodáli, laVerdi – Auditorium di Milano

Máté Hámori (direttore) è nato a Budapest nel 1983. La sua attività musicale è cominciata alla Scuola Superiore Musicale Béla Bartók, a Budapest, dove ha frequentato le lezioni di Miklós Kocsár alla facoltà di composizione. A 18 anni è stato ammesso all’Accademia di Musica Franz Liszt a Budapest dove ha frequentato la classe di direzione di Tamás Pál.

Nel 2003 fonda l’orchestra del Teatro di Musica da camera; nel 2005 Tamás Pál lo invita a dirigere l’Orchestra Sinfonica Savaria, di cui diventa direttore ospite. Sempre nel 2005,  rappresenta l’Ungheria al Mlada Festival di Praga, dove ha diretto la Prague Chamber Symphony Orchestra. Dal 2006 dirige regolarmente numerose orchestre in Patria.

L’iniziazione musicale dei bambini è l’aspetto più importante della carriera del direttore: ha messo in scena più di duecento volte opere di Mozart, Donizetti e Haydn dedicate al pubblico più giovane. Accanto a questo, il direttore tiene regolarmente lezioni per i più piccoli. Dal 2009 Máté Hámori è direttore assistente del maestro Tamás Vásáry e lo aiuta con la Orchestra Giovanile Mondiale Zoltán Kodály. Anche quest’anno è stato nominato direttore della Orchestra della Università di Debrecen. Come devoto direttore d’opera, nel dicembre 2010 Máté Hámori ha celebrato i duecento anni di Ferenc Erkel, il grande compositore d’opera ungherese con una performance-gala dell’opera Bánk Bán “rivisitata”, e nella stagione 2010-11 ha organizzato un grande festival in onore di Ferenc (Franz) Liszt con la sua orchestra a Debrecen.

János Bálasz (pianoforte) è nato nel 1988. Comincia gli studi di musica all’età di otto anni alla Scuola Járdányi Pál con Erika Hornyánszkyné Becht; solo dopo pochi mesi di studio, a nove anni, vince il Concorso nazionale di pianoforte a Nyíregyháza. Nel 2002 entra nella scuola per giovani talenti all’Accademia di musica Franz Liszt di Budapest dove studia con Gyöngyi Keveházi e István Gulyás. La sua carriera comincia ufficialmente a 16 anni, quando vince il primo premio al Concorso internazionale Liszt di Pécs, Ungheria, e negli anni immediatamente successivi si piazza al primo posto in altri quattro concorsi internazionali, affermandosi parallelamente sulla scena internazionale ed esibendosi a Budapest, Parigi, Senlis, Roma, Milano, Londra, Berlino, Monaco, Stoccarda, Bucarest, Zagabria, Helsinki, Vienna, Graz, il Cairo. È stato in tournée in Giappone quattro volte e si esibisce regolarmente negli Stati Uniti. Ha inciso 3 cd dell’opera completa di Liszt: uno in Ungheria, gli altri due a Tokyo e Londra. Nel 2010 János ha suonato tutti i brani per pianoforte e i concerti di Chopin in un unico tour in Ungheria, per il quale ha ricevuto un premio dal governo polacco. Nello stesso anno ha registrato il suo quarto cd con brani di Chopin. Nell’agosto 2011, János ha vinto il primo premio al Concorso internazionale per pianoforte ad Aspen, poi il terzo nella grande Competizione Liszt in Ungheria così da diventare il più premiato pianista ungherese. All’inizio del 2012 ha ricevuto il Klassz Talent Prize a Budapest che ha comportato la realizzazione del quinto cd.

Orchestra Giovanile Mondiale Zoltán Kodáli, laVerdi - Auditorium di Milano, arte expo musica

Orchestra Giovanile Mondiale Zoltán Kodáli, laVerdi – Auditorium di Milano, arte expo musica

 

Fondazione Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi

Ufficio Stampa

Massimo Colombo

Tel.  +39 02 83389.329 – 393.5285464

massimo.colombo@laverdi.org

 

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